Tendinopatia della cuffia dei rotatori: perché l’operazione non aggiunge niente all’esercizio

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La tendinopatia della cuffia dei rotatori è la causa più comune di dolore alla spalla. Questo è il programma in tre fasi.

Prima di iniziare

Questo protocollo riguarda il dolore di spalla legato alla sofferenza dei tendini della cuffia, quello che si sviluppa gradualmente, senza un trauma. Non riguarda le rotture traumatiche.

Fatti valutare prima di iniziare, e presto, se: dopo un trauma o una caduta non riesci più a sollevare attivamente il braccio o a ruotarlo verso l’esterno; hai una deformità visibile della spalla; hai perso forza in modo marcato e improvviso. In quei casi il quadro è un altro e il percorso è diverso.

Fatti valutare anche se: hai febbre con spalla calda e dolente; il dolore si irradia al braccio con formicolii o perdita di forza, perché potrebbe venire dal collo; hai dolore notturno che peggiora progressivamente con perdita di peso o storia oncologica.

Due cose che ti hanno probabilmente detto e che non reggono

“C’è un becco osseo che sfrega sul tendine e va limato.”

È la spiegazione classica del dolore di spalla, e l’intervento che ne discendeva è caduto in modo piuttosto clamoroso. Due studi randomizzati hanno confrontato la decompressione artroscopica — l’operazione che rimuove quel becco — con una artroscopia finta, in cui il paziente veniva addormentato, si facevano le incisioni, si guardava dentro e non si toccava niente.

Lo studio inglese CSAW ha coinvolto 313 pazienti in 32 ospedali. Quello finlandese, 210 pazienti, e ha seguito i partecipanti a lungo: a due anni, a cinque, e infine a dieci anni, con risultati pubblicati nel 2025. La conclusione non è cambiata mai: nessuna differenza clinicamente rilevante tra l’intervento vero e quello finto, e nessuna differenza rispetto all’esercizio.

Va detto con precisione cosa dimostra e cosa no. Dimostra che togliere il becco osseo non aggiunge nulla rispetto a non fare niente di chirurgico e rispetto alla fisioterapia. Non dimostra che l’esercizio sia superiore all’operazione — sono risultati equivalenti — e non dimostra che nella spalla non ci sia alcun fattore meccanico. Dimostra che quello specifico gesto chirurgico, basato su quella specifica spiegazione, non produce il beneficio che ci si aspettava.

“La risonanza dice quanto sto male.”

Alterazioni della cuffia si trovano in una quota altissima di persone che non hanno alcun dolore, e la percentuale sale con l’età. Nel dolore non traumatico, l’imaging non predice come andrai.

Cosa funziona

L’esercizio progressivo. Con una precisazione onesta: non sappiamo quale tipo di esercizio sia il migliore.

La revisione più recente indica che i programmi di controllo motorio sono probabilmente un po’ superiori all’esercizio generico, ma gli autori stessi osservano che il vantaggio potrebbe venire dalla progressione e dalla personalizzazione, non dallo specifico esercizio. Carico alto contro carico basso, eccentrico contro concentrico, esercizio dentro o fuori dal dolore: nessuna superiorità dimostrata, con certezza bassa o molto bassa.

Il messaggio pratico è comunque liberatorio: molte forme diverse di esercizio attivo e progressivo si sono dimostrate efficaci, e nessuna emerge come nettamente superiore. Non devi cercare il programma perfetto. Quello che conta è che il carico aumenti nel tempo e che tu lo faccia con costanza.

Un altro punto: un dolore contenuto durante l’esercizio è tollerabile e non è un motivo per fermarsi. Come riferimento pratico uso un limite di cinque su dieci, purché il dolore rientri entro ventiquattro ore. È una convenzione operativa per darti un metro, non una soglia validata.

Cosa evitare

Gli ultrasuoni terapeutici. Le linee guida più recenti li sconsigliano esplicitamente.

Il riposo prolungato. La spalla ferma diventa rigida e debole.

L’infiltrazione di cortisone come prima scelta. Può avere un ruolo per superare una fase molto dolorosa e permetterti di iniziare a muoverti, ma non è il trattamento e le linee guida sono prudenti sulle ripetizioni. Se due infiltrazioni non hanno cambiato le cose, vale la pena chiedersi se sia la strada giusta prima di farne una terza — non perché sia dimostrato che non funzioni, ma perché insistere su qualcosa che non ha dato risultati raramente è la scelta migliore.

La decompressione artroscopica per il dolore di spalla con cuffia integra, per i motivi sopra.

Taping e agopuntura possono accompagnare, non sostituire.

Gli esercizi per la cuffia dei rotatori

Fase 1 — Settimane 0-4

calmare e ricominciare a caricare

Isometrie: il muscolo si contrae senza che la spalla si muova.

Isometria in rotazione esterna. Gomito al fianco piegato a 90 gradi, spingi l’avambraccio verso l’esterno contro il muro o contro la mano.

30-45 secondi di spinta al 30-50% della forza massima, 5 ripetizioni, 1-2 volte al giorno.

Isometria in adduzione. Gomito al fianco, spingi il braccio verso il corpo contro un cuscino.

30-45 secondi, 5 ripetizioni.

Movimenti attivi nel raggio non doloroso, più volte al giorno.

Riduci temporaneamente le attività che scatenano il dolore, senza fermarti del tutto.

Si va avanti quando il dolore notturno è ridotto e riesci a sollevare il braccio in avanti in buona parte dell’escursione senza che il dolore ti fermi. Non c’è un numero di gradi da raggiungere: conta che il movimento sia tornato utilizzabile e che la spalla non si accenda appena la muovi.
Fase 2 — Settimane 4-12

la forza

Due-tre volte a settimana, tre serie da otto-dodici ripetizioni, con un carico tale che le ultime due ripetizioni siano difficili.

Rotazione esterna con elastico. Gomito al fianco, ruota l’avambraccio verso l’esterno.

Rotazione interna con elastico.

Abduzione nel piano della scapola. Solleva il braccio non di lato e non davanti, ma a circa 30 gradi in avanti rispetto al piano del corpo. È la direzione in cui la spalla lavora meglio.

Rowing. Tira l’elastico verso di te portando le scapole indietro.

Spinte in avanti.

Si va avanti quando il miglioramento nelle attività quotidiane è chiaro, la forza in rotazione esterna è tornata simile a quella dell’altro lato e riesci a sostenere il carico previsto senza reazione il giorno dopo.
Fase 3 — Settimane 12-24

sopra la testa

Lavoro in elevazione completa, carichi maggiori con serie più corte, e progressivo ritorno al gesto lavorativo o sportivo specifico.

Il programma in una tabella

FaseSettimane indicativeCosaFrequenzaQuando si va avanti
10-4Isometrie, movimento nel raggio tollerato1-2 volte al giornoNotti migliori, movimento tornato utilizzabile
24-12Rinforzo con elastico, carico progressivo2-3 volte a settimanaForza simile all’altro lato, attività quotidiane migliorate
312-24Lavoro sopra la testa, gesto specifico2-3 volte a settimana

I miglioramenti significativi arrivano tra la sesta e la dodicesima settimana, il plateau tra il terzo e il sesto mese. Sotto le sei settimane non si giudica niente.

La tua scheda settimanale

Sett.Sedute / previsteCarico usatoNotti disturbate (su 7)Elevazione senza dolore (gradi)Dolore durante (0-10)
1/
2/
4/
6/
8/
12/

Il numero di notti disturbate è l’indicatore che si muove per primo e quello che i pazienti percepiscono di più. Segnalo ogni settimana.

Quando rivolgersi al medico

Trauma acuto seguito dall’impossibilità di sollevare attivamente il braccio o di ruotarlo verso l’esterno: può indicare una rottura importante e va valutato presto.

Massa palpabile alla spalla o al braccio.

Febbre con spalla calda e dolente: è un’urgenza.

Dolore notturno che non si modifica con la posizione, che peggiora progressivamente, in chi ha una storia oncologica o sta perdendo peso.

Perdita di forza o di sensibilità al braccio o alla mano.

Dolore severo dopo un trauma, a qualunque età.

Avvertenza

Questo protocollo è materiale informativo di carattere generale e non sostituisce la visita medica né la valutazione individuale.

Fonti scientifiche
  1. Beard DJ, Rees JL, Cook JA, et al. Arthroscopic subacromial decompression for subacromial shoulder pain (CSAW): a multicentre, pragmatic, parallel group, placebo-controlled, three-group, randomised surgical trial. Lancet. 2018;391(10118):329-338. PubMed.
  2. Paavola M, Malmivaara A, Taimela S, et al. Subacromial decompression versus diagnostic arthroscopy for shoulder impingement: randomised, placebo surgery controlled clinical trial (FIMPACT). BMJ. 2018;362:k2860. PubMed.
  3. Kanto K, Back M, Ibounig T, Bjorkenheim R, Malmivaara A, Czuba T, Inkinen J, Kalske J, Savolainen V, Sinisaari I, Toivonen P, Taimela S, Jarvinen TLN, Paavola M. Arthroscopic subacromial decompression versus placebo surgery for subacromial shoulder pain: 10 year follow-up of the FIMPACT randomised controlled trial. BMJ. 2025;391:e086201. — nessun beneficio della decompressione rispetto all’artroscopia placebo ne all’esercizio.
  4. Desmeules F, Roy JS, Lafrance S, et al. Rotator Cuff Tendinopathy Diagnosis, Nonsurgical Medical Care, and Rehabilitation: A Clinical Practice Guideline. J Orthop Sports Phys Ther. 2025;55(4):235-274.
  5. Lafrance S, Charron M, Dubé MO, et al. The Efficacy of Exercise Therapy for Rotator Cuff-Related Shoulder Pain According to the FITT Principle: A Systematic Review With Meta-analyses. J Orthop Sports Phys Ther. 2024;54(8):499-512.

Questo protocollo non sostituisce una valutazione clinica. Se il dolore dura da tempo, se non e chiaro da dove viene, o se non sai da dove cominciare, una visita serve a stabilire se questo e il percorso giusto per te.

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