Il conflitto femoro-acetabolare ha un percorso conservativo che vale la pena provare prima dell’artroscopia. Questo è il programma.
Prima di iniziare
Questo programma presuppone una diagnosi già posta. Il dolore inguinale nel giovane adulto ha diverse cause possibili — displasia dell’anca, instabilità, artrosi iniziale, una frattura da stress, un problema lombare, un’ernia, e nelle donne cause ginecologiche — e alcune richiedono una gestione completamente diversa da questa.
Non iniziare e fatti valutare con urgenza se: hai dolore inguinale acuto e non riesci a caricare il peso, soprattutto se pratichi sport con carichi elevati o hai alterazioni del ciclo mestruale. In quel caso va escluta una frattura da stress del collo del femore, che se trascurata può evolvere male. Sospendi il carico e fatti vedere presto.
Fatti valutare prima di cominciare se: sei un adolescente in fase di crescita; hai dolore notturno a riposo con perdita di peso; c’è febbre; hai una tumefazione all’inguine; il dolore si irradia lungo la gamba con formicolii o perdita di forza.
Il dolore che si indica con la mano a C
Il gesto è talmente tipico che ha un nome. Quando chiedo dove fa male, il paziente non punta il dito: appoggia la mano sopra l’anca formando una C con pollice e indice, uno davanti sull’inguine e l’altro dietro sul gran trocantere.
Il dolore sta all’inguine, si accende accovacciandosi, stando seduti a lungo con le ginocchia alte, alzandosi dall’auto, e negli sport con cambi di direzione. Colpisce soprattutto giovani adulti attivi.
Una premessa che cambia il modo di leggere le radiografie
La morfologia da sola non fa diagnosi. Ci sono moltissime persone con una conformazione femorale o acetabolare “da conflitto” che non hanno mai avuto un sintomo in vita loro.
Il consenso internazionale è chiaro: per parlare di sindrome da conflitto femoro-acetabolare servono tutte e tre le cose insieme — i sintomi, i segni clinici all’esame, e i reperti di imaging. Due su tre non bastano.
Se sei arrivato qui con una radiografia che parla di “cam” o “pincer” ma il quadro clinico non corrisponde, quella radiografia descrive la tua anatomia, non la tua diagnosi.
Cosa dicono i trial, senza giri di parole
Questa è la parte che i pazienti meritano di conoscere prima di decidere.
Diversi studi randomizzati hanno confrontato artroscopia e fisioterapia strutturata, e le meta-analisi più recenti ne raccolgono ormai sei, su oltre ottocento pazienti.
Il trial inglese UK FASHIoN, su 348 pazienti, ha trovato a dodici mesi un punteggio funzionale medio di 58,8 nel gruppo operato contro 49,7 nel gruppo fisioterapia. Attenzione a come si legge questo dato: la differenza grezza tra i due numeri è di circa nove punti, ma la differenza aggiustata per i fattori di partenza è di 6,8 punti, appena sopra la soglia di rilevanza clinica fissata a 6,1. È il numero corretto da guardare, ed è un beneficio reale ma modesto.
Anche il trial australiano ha trovato un vantaggio dell’artroscopia, con un dato che vale la pena conoscere: la valutazione del metabolismo della cartilagine non mostrava alcun vantaggio della chirurgia, anzi tendeva a favorire la fisioterapia. Nessuna prova che operare protegga la cartilagine.
Le meta-analisi del 2025 confermano una superiorità statistica dell’artroscopia ma non una chiara superiorità clinica.
La conclusione pratica: entrambe le strade portano a un miglioramento, l’intervento dà qualcosa in più ma non moltissimo, e non protegge la cartilagine. Un percorso conservativo strutturato di almeno tre mesi è ragionevole prima di considerare l’artroscopia nella maggior parte dei casi — ma non in tutti, e la decisione va presa con chi ti segue guardando la tua situazione, non una media.
Va detto anche il limite grosso: non sappiamo quali componenti dell’esercizio siano quelle che funzionano. Una revisione del 2025 ha mostrato che i protocolli pubblicati sono descritti così male da non essere riproducibili, e non esistono soglie di forza validate per decidere quando si è pronti a tornare allo sport.
Cosa evitare
L’anca fa male quando va in flessione profonda combinata a rotazione interna e adduzione — cioè quando la coscia si piega molto, si porta verso l’interno e ruota. È la posizione in cui il femore e il bordo acetabolare si toccano.
Da qui discende tutto:
Riduci l’accosciata piena e lo squat profondo sotto i 90 gradi, soprattutto se le ginocchia tendono a cadere verso l’interno.
Attenzione alla leg press profonda e agli esercizi addominali fatti con l’anca molto flessa e ruotata.
Evita le torsioni sul piede fisso e le sedute molto basse e sprofondate.
Non fare stretching aggressivo portando il ginocchio al petto e verso la spalla opposta. È la posizione di conflitto esatta: stai riproducendo il meccanismo che ti fa male, non allungando niente di utile.
Riduci la corsa in salita nelle fasi in cui l’anca è irritata.
Gli esercizi per il conflitto femoro-acetabolare
Nel trial inglese il programma conservativo prevedeva sei-dieci sedute supervisionate distribuite su dodici-ventisei settimane, più un lavoro quotidiano a casa. Quattro componenti: valutazione dettagliata, educazione, gestione del dolore, esercizio individualizzato e progressivo.
Una nota importante su quello che segue. Il programma del trial era individualizzato: non c’era una sequenza fissa uguale per tutti. Quella che trovi qui sotto è una proposta ragionevole costruita sugli stessi principi, non lo schema validato dallo studio — che non esiste in forma pubblicata riproducibile. Serve un fisioterapista per adattarla a te, soprattutto per gli esercizi con carico.
Il dolore ammesso durante l’esercizio è fino a 4 su 10, e deve normalizzarsi entro ventiquattro ore. È una convenzione operativa che uso come riferimento, non una soglia validata.
calmare e attivare
Isometria di abduzione dell’anca in piedi. 10 secondi, 8 ripetizioni, 2 volte al giorno.
Ponte a due gambe. 12 ripetizioni, 3 serie, tutti i giorni.
Attivazione del core in posizione neutra. Plank frontale o su ginocchia. 20-30 secondi, 3 ripetizioni.
Movimento dell’anca solo nel raggio indolore.
la forza
Tre volte a settimana, tre serie da otto-dodici ripetizioni, con un carico che rende faticose le ultime ripetizioni. Progressione ogni due settimane.
Abduzione dell’anca in decubito laterale o con elastico. 12 ripetizioni per lato.
Plank laterale con abduzione. 8-10 ripetizioni per lato.
Hip thrust o ponte a una gamba con carico. 10 ripetizioni.
Stacco rumeno. Carica la catena posteriore senza portare l’anca in conflitto. 8-10 ripetizioni.
Discesa controllata dal gradino. 8 ripetizioni per lato.
Split squat. Piedi avanti e indietro, discesa verticale, senza scendere in flessione profonda. 8 ripetizioni per lato.
Sulla forza si legge spesso un criterio dell’80% rispetto al lato sano. Lo cito perché lo troverai, ma con due avvertenze: richiede una misurazione strumentale che a casa non puoi fare, e non funziona se il problema è bilaterale o se anche il lato “sano” è decondizionato. Non è una soglia validata per questa condizione.
tornare allo sport
Carichi più pesanti, introduzione di salti e cambi di direzione, poi il gesto specifico dello sport. Progressione graduale, una variabile alla volta.
Gli esercizi della fase 2 vanno mantenuti due volte a settimana anche dopo il ritorno.
Come capire se sta funzionando
Il segnale più utile non è il dolore a riposo, ma quanto a lungo riesci a stare seduto prima che l’anca cominci a dare fastidio, e quanto riesci ad accovacciarti senza dolore.
I tempi sono lunghi: tre mesi per un miglioramento sostanziale, sei per capire se il conservativo basta.
La tua scheda settimanale
| Sett. | Sedute / previste | Carico abduzione | Minuti seduto senza dolore | Dolore durante (0-10) | Dolore giorno dopo (0-10) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | / | ||||
| 4 | / | ||||
| 8 | / | ||||
| 12 | / | ||||
| 16 | / | ||||
| 20 | / | ||||
| 26 | / |
Quando rivolgersi al medico
Urgente, sospendendo il carico: dolore inguinale acuto con impossibilità o grande difficoltà a caricare il peso, soprattutto in chi si allena molto o ha alterazioni del ciclo mestruale. Va escluta una frattura da stress del collo del femore. Non è una situazione da “vediamo se passa”.
Presto: dolore notturno a riposo con perdita di peso o storia oncologica. Febbre. Tumefazione all’inguine, soprattutto se si riduce sdraiandosi. Dolore che si irradia lungo la gamba con formicolii o perdita di forza. Dolore inguinale in un adolescente in fase di crescita, che richiede di escludere un problema della cartilagine di accrescimento.
Da valutare: blocco articolare o cedimento dell’anca. Vanno riferiti, ma senza allarmarsi: sono sintomi poco specifici e non significano automaticamente una lesione del labbro.
E nelle donne, se il dolore ha un andamento legato al ciclo o si accompagna a sintomi addominali, vanno considerate anche cause ginecologiche.
Assenza di miglioramento dopo tre-sei mesi di programma ben condotto: è il momento di rivalutare insieme l’indicazione chirurgica.
Avvertenza
Questo protocollo è materiale informativo di carattere generale e non sostituisce la visita medica né la valutazione individuale.
Fonti scientifiche
- Griffin DR, Dickenson EJ, Wall PDH, et al. Hip arthroscopy versus best conservative care for the treatment of femoroacetabular impingement syndrome (UK FASHIoN): a multicentre randomised controlled trial. Lancet. 2018;391(10136):2225-2235. PubMed.
- Wall PDH, Dickenson EJ, Robinson D, et al. Personalised Hip Therapy: development of a non-operative protocol to treat femoroacetabular impingement syndrome in the FASHIoN randomised controlled trial. Br J Sports Med. 2016;50(19):1217-1223. PubMed.
- Murphy NJ, Eyles J, Spiers L, et al. Moderators, Mediators, and Prognostic Indicators of Treatment With Hip Arthroscopy or Physical Therapy for Femoroacetabular Impingement Syndrome: Secondary Analyses From the Australian FASHIoN Trial. Am J Sports Med. 2023;51(1):141-154. — analisi secondaria del trial australiano.
- Lamo-Espinosa JM, Mariscal G, Gomez-Alvarez J, San-Julian M. Efficacy and safety of arthroscopy in femoroacetabular impingement syndrome: a systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials. Sci Rep. 2025;15(1):7775.
- Palmer A, Fernquest S, Rombach I, Harin A, Mansour R, Dutton S, Dijkstra HP, Andrade T, Glyn-Jones S. Medium-term results of arthroscopic hip surgery compared with physiotherapy and activity modification for the treatment of femoroacetabular impingement syndrome: a multi-centre randomised controlled trial. Br J Sports Med. 2025;59(2):109-117. — risultati a medio termine del trial FAIT.
- Enseki KR, Bloom NJ, Harris-Hayes M, Cibulka MT, Disantis A, Di Stasi S, Malloy P, Clohisy JC, Martin RL. Hip Pain and Movement Dysfunction Associated With Nonarthritic Hip Joint Pain: A Revision. J Orthop Sports Phys Ther. 2023;53(7):CPG1-CPG70.
- Berguerand C, Rossi N, Caliesch R. Evaluation and Synthesis of Physiotherapy Protocols for Femoroacetabular Impingement Syndrome (FAIS): A Scoping Review. Arch Physiother. 2025;15:165-173.
Questo protocollo non sostituisce una valutazione clinica. Se il dolore dura da tempo, se non e chiaro da dove viene, o se non sai da dove cominciare, una visita serve a stabilire se questo e il percorso giusto per te.