Protocolli Riabilitativi

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Questa sezione raccoglie i programmi di esercizio che uso nella pratica clinica, scritti in modo che tu possa seguirli a casa. Ogni protocollo spiega di che cosa si tratta, cosa dice la ricerca, cosa fare settimana per settimana, e — soprattutto — quando fermarsi e farsi vedere.

Come sono scritti. Ogni protocollo dichiara da dove vengono i numeri che propone. Dove esiste uno studio, lo trovi citato in fondo alla pagina con il link a PubMed, così puoi verificarlo da solo. Dove invece serie, ripetizioni e settimane sono una proposta clinica ragionevole e non una dose dimostrata, il testo lo dice apertamente: preferisco che tu lo sappia.

Non sostituiscono una visita. Servono a farti capire il percorso e a darti qualcosa di concreto da fare. Non servono a stabilire da solo che cosa hai: ogni protocollo si apre con i segnali che richiedono una valutazione prima di iniziare.

Come scegliere il protocollo giusto

Parti da dove fa male e da come si comporta il dolore. Alcune di queste condizioni si somigliano molto e vengono scambiate di continuo: la tendinopatia rotulea e la sindrome femoro-rotulea danno entrambe dolore davanti al ginocchio, il dolore alla zampa d’oca viene quasi sempre attribuito all’artrosi, e la tendinopatia glutea è stata chiamata “borsite” per decenni.

Per questo ogni protocollo si apre spiegando come si distingue da quello che gli somiglia. Se dopo aver letto l’apertura il quadro non ti corrisponde, probabilmente è un altro il percorso che ti serve.

Cosa hanno in comune tutti i protocolli riabilitativi di questa sezione

La struttura è sempre la stessa, così che tu sappia dove guardare.

Si apre con i segnali che richiedono una valutazione prima di iniziare, divisi per urgenza. Poi c’è cosa dice la ricerca, con i numeri veri e i loro limiti. Poi cosa evitare, che spesso è la parte più utile. Poi il programma vero e proprio, diviso in fasi, con i criteri per passare dall’una all’altra. E infine una tabella riassuntiva e una scheda settimanale da stampare.

Un principio che vale ovunque: i criteri contano più del calendario. Le settimane indicate sono un ordine di grandezza, non una scadenza. Chi progredisce più lentamente non sta sbagliando niente.

Ginocchio

Anca e inguine

Spalla

Colonna

Piede e caviglia

Gomito

Perché ho scritto questi protocolli riabilitativi

In ambulatorio la domanda che sento più spesso non è “cosa ho”, ma “e adesso cosa faccio”. La risposta richiede tempo, e il tempo di una visita non basta quasi mai a darla per intero.

Da qui l’idea di mettere per iscritto quello che spiego a voce. Non sono protocolli riabilitativi generici copiati da un manuale: sono i programmi che uso, con le fonti dichiarate e i limiti dichiarati.

Troverai anche cose che di solito non si leggono. Che l’infiltrazione di cortisone nel gomito del tennista peggiora l’esito a un anno. Che l’intervento di decompressione della spalla non fa meglio di un’artroscopia finta. Che dopo la protesi d’anca con via anteriore molte precauzioni che vengono ancora raccomandate non servono. Sono posizioni scomode, ma sono quelle che l’evidenza sostiene, e preferisco che tu le legga qui piuttosto che scoprirle dopo.

Ogni pagina viene aggiornata quando esce qualcosa di nuovo che cambia le indicazioni. L’ultima revisione completa della bibliografia è di agosto 2026.

Non sai quale percorso fa per te? È la domanda più frequente, ed è legittima: alcune di queste condizioni si somigliano molto e vengono scambiate di continuo. Una visita serve esattamente a questo.

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