C’è una domanda che quasi tutti i pazienti mi fanno al primo controllo, spesso abbassando un po’ la voce come se stessero confessando qualcosa: “Dottore, il ginocchio fa un rumore… un clic, un ticchettio, a volte sembra proprio metallico. È normale?”. La risposta, nella grande maggioranza dei casi, è sì. I rumori del ginocchio con protesi sono una delle esperienze più comuni dopo l’intervento, e quasi sempre non indicano nulla di preoccupante. Ma capisco benissimo perché mettano in ansia, e vale la pena spiegare da dove vengono e — soprattutto — in quali rare situazioni meritano invece una telefonata.
Perché una protesi di ginocchio fa rumore
Prima dell’intervento il ginocchio era fatto di cartilagine, un materiale morbido e silenzioso. Dopo, il ginocchio ha nuove superfici: una parte in lega metallica sul femore, una sulla tibia, e tra le due un inserto in polietilene, cioè una plastica speciale molto resistente. Quando queste superfici si muovono l’una sull’altra, o quando un tendine scorre sopra il nuovo profilo dell’articolazione, possono produrre un suono che prima non esisteva.
È un po’ come sostituire una cerniera di legno con una di metallo: fa esattamente il suo lavoro, ma il suono che emette è diverso. Non è un difetto, è la voce nuova di un’articolazione ricostruita.
I rumori che sento descrivere più spesso sono di tre tipi. C’è il clic secco quando si stende o si piega il ginocchio, di solito nei primi mesi, legato al tendine rotuleo che riprende a scorrere sul nuovo profilo dell’articolazione. C’è lo scroscio o il senso di “sabbia” quando ci si accovaccia, che spesso dipende dai tessuti ancora un po’ gonfi intorno alla protesi. E c’è il rumore che i pazienti chiamano “metallico”, tipico soprattutto quando si scendono le scale: il contatto momentaneo tra le componenti mentre il ginocchio si carica. Tutti e tre, nella maggioranza dei casi, sono normali.
Quando i rumori sono del tutto normali
Ci sono alcune caratteristiche che mi fanno stare tranquillo, e che di solito tranquillizzano anche il paziente quando gliele spiego.
Il rumore è normale quando non fa male. Questa è la cosa più importante in assoluto: un clic o uno scroscio che non si accompagna a dolore quasi mai è un problema. Un ginocchio può essere rumoroso e perfettamente sano.
È normale quando compare nei primi mesi e tende a ridursi col tempo. Man mano che il gonfiore si riassorbe, i muscoli si rinforzano e i tessuti si adattano alla protesi, molti rumori diventano meno frequenti o spariscono del tutto. Nella mia esperienza il picco è intorno al secondo-terzo mese, poi la tendenza è al miglioramento.
È normale quando il ginocchio funziona bene per tutto il resto: si piega, si stende, regge il peso, non si gonfia in modo anomalo, non cede. Un ginocchio rumoroso ma stabile, mobile e indolore è un ginocchio che sta facendo il suo lavoro.
Una cosa che dico sempre: il fatto che voi lo sentiate non significa che gli altri lo sentano. Molti pazienti sono convinti che il rumore sia fortissimo, quando in realtà è percepibile quasi solo da loro, perché il suono si trasmette attraverso l’osso fino all’orecchio. È un fenomeno di conduzione interna, non un altoparlante puntato sul mondo.
Quando invece è meglio chiamare
Detto tutto questo, ci sono situazioni in cui il rumore va preso sul serio, e voglio che siano chiare senza allarmismi. La regola generale è semplice: è il rumore insieme a qualcos’altro che conta.
Chiamatemi, o rivolgetevi al vostro chirurgo, se il rumore si accompagna a dolore vero, non al fastidio dei primi tempi ma a un dolore che limita e che prima non c’era. Se avvertite una sensazione di instabilità, come se il ginocchio “andasse via” o cedesse sotto il peso. Se il ginocchio si blocca o resta impuntato in una posizione. Se un rumore nuovo e diverso compare all’improvviso mesi o anni dopo l’intervento, magari dopo una caduta o uno sforzo. E naturalmente se al rumore si aggiungono gonfiore importante, calore, rossore o febbre: in quel caso la priorità non è il suono ma escludere un’infezione, e va fatto rapidamente.
Nessuno di questi segnali significa automaticamente che ci sia un danno. Significano che vale la pena guardare, e che una visita con un esame clinico ed eventualmente una radiografia mette le cose al loro posto molto più di qualsiasi ricerca fatta di notte su internet — che, lo so, è esattamente quello che tutti finiscono per fare.
Il rumore e il tipo di intervento
Una domanda che ricevo spesso è se un ginocchio operato bene debba essere silenzioso. Non necessariamente, e non è un buon metro di giudizio. Anche le protesi impiantate in modo eccellente possono fare rumore, perché il suono dipende in buona parte dai materiali e dalla conformazione del singolo paziente.
Detto questo, il modo in cui la protesi viene posizionata conta per come il ginocchio si sente nel movimento. Con l’allineamento cinematico, la tecnica che uso, l’obiettivo è ricostruire il ginocchio rispettando la sua anatomia originale invece di forzarlo in un asse standard uguale per tutti. Un ginocchio che ritrova i propri assi naturali tende a muoversi in modo più fluido e a farsi sentire di meno nei gesti quotidiani. Non è una garanzia di silenzio assoluto — quella non la dà nessuno onestamente — ma è coerente con il motivo per cui molti pazienti operati con questa tecnica raccontano di dimenticarsi, col tempo, di avere una protesi.
In due parole
Se il vostro ginocchio protesico fa clic, scrocchi o rumori metallici ma non fa male, si muove bene e regge il peso, quasi sicuramente state osservando la normale voce di un’articolazione ricostruita, non un problema. Datele tempo: nella maggior parte dei casi questi rumori si attenuano nei mesi. Diventano invece un motivo per farsi vedere quando si accompagnano a dolore, instabilità, blocchi, gonfiore o febbre, o quando cambiano bruscamente a distanza dall’intervento.
Se avete un dubbio su un rumore che non vi convince, non tenetevelo per mesi: un controllo chiarisce quasi sempre la situazione in pochi minuti. Ricevo nelle mie sedi in Toscana, Lazio, Lombardia, Trentino e Campania — tra cui Firenze, Pistoia, Valdarno, Arezzo, Roma e Salerno — e una visita è il modo più rapido per trasformare un’ansia in una risposta. Potete prenotare quando volete: per il vostro ginocchio è sempre meglio una domanda in più che un dubbio tenuto dentro.
Leggi anche: “Gonfiore, dolore e rigidità dopo la protesi di ginocchio: cosa è normale e quando chiamare il medico”.
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