Quando fare la protesi di ginocchio: guida alla valutazione

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Quando il dolore smette di essere gestibile

L’artrosi del ginocchio è una condizione progressiva. All’inizio si gestisce bene con antidolorifici, fisioterapia, infiltrazioni di acido ialuronico. Ma arriva un momento in cui queste terapie non bastano più, e la qualità della vita ne risente in modo significativo. Come capire se si è arrivati a quel punto?

La risposta non è semplice e non dipende solo dall’età o dai raggi X. Dipende da come il paziente vive il ginocchio ogni giorno, da quanto la limitazione funzionale incide sulle attività che gli stanno a cuore, e da un insieme di criteri clinici e strumentali che solo una visita ortopedica specialistica può valutare in modo completo.

I segnali che indicano la necessità di una valutazione chirurgica

Non esiste una soglia universale oltre la quale la protesi diventa obbligatoria. Esistono però alcuni segnali ricorrenti che, combinati insieme, suggeriscono che è arrivato il momento di discutere con uno specialista:

  • Dolore persistente anche a riposo o di notte, che non risponde agli antidolorifici abituali
  • Limitazione funzionale marcata: difficoltà a salire le scale, alzarsi dalla sedia, camminare per più di 10-15 minuti
  • Fallimento delle terapie conservative dopo almeno 3-6 mesi di trattamento appropriato
  • Alterazione radiologica grave: artrosi di grado III-IV secondo la classificazione di Kellgren-Lawrence, con riduzione significativa dello spazio articolare
  • Impatto significativo sulla qualità della vita: abbandono di attività sportive o ricreative, dipendenza da farmaci, difficoltà nel sonno

La presenza di uno solo di questi fattori non è sufficiente. La decisione chirurgica è sempre il risultato di una valutazione complessiva.

Come si valuta l’indicazione chirurgica

Durante la visita ortopedica, il chirurgo raccoglie informazioni su più livelli:

  • Esame clinico: range di movimento, stabilità legamentosa, grado di varo o valgo, stato del quadricipite
  • Radiografia in carico: è l’esame fondamentale, perché mostra il grado di consumo articolare nella posizione funzionale
  • KSS (Knee Society Score): scala standardizzata che misura dolore e funzione in modo oggettivo e riproducibile
  • RM del ginocchio: utile in casi selezionati, ad esempio per valutare lo stato dei menischi o la qualità ossea prima di decidere tra protesi totale e monocompartimentale

Il Dr. Cortesi utilizza questi dati per valutare anche quale tipo di protesi sia più indicato — totale (TKA) o monocompartimentale (UKA) — e se applicare la tecnica dell’allineamento cinematico, che ripristina l’anatomia individuale del paziente invece di seguire parametri standard.

Età e condizione fisica: chi può essere operato

L’idea che la protesi sia “solo per gli anziani” è superata. Oggi si opera tra i 45 e gli 85 anni, valutando caso per caso. I pazienti più giovani (50-65 anni) fisicamente attivi sono spesso candidati ideali all’allineamento cinematico, perché questa tecnica garantisce un ginocchio che si muove in modo più naturale e supporta meglio uno stile di vita attivo.

Le controindicazioni assolute sono poche: infezioni attive in corso, condizioni cardiorespiratorie che rendono l’anestesia spinale troppo rischiosa, o un’aspettativa di vita limitata. Il sovrappeso non è una controindicazione di per sé, ma il chirurgo può consigliare una riduzione del peso prima dell’intervento per ottimizzare i risultati.

L’importanza del timing: né troppo presto né troppo tardi

Operarsi al momento giusto fa la differenza. Un intervento eseguito troppo presto — quando le terapie conservative non sono state esaurite — può essere prematuro. Uno rimandato troppo a lungo, invece, può complicare la riabilitazione: i muscoli si atrofizzano, la deformità dell’arto peggiora, e il recupero diventa più lento e faticoso.

La finestra ideale è quella in cui il paziente non si è ancora “adattato male” al dolore, mantiene una discreta forza muscolare e non ha sviluppato deformità articolari eccessive. In questa fase, l’intervento dà i risultati migliori.

Come prenotare una valutazione

La prima visita con il Dr. Cortesi non comporta necessariamente un’indicazione chirurgica: è un’occasione per fare il punto sulla situazione clinica, rivedere gli esami già eseguiti e discutere tutte le opzioni disponibili — comprese quelle non chirurgiche, se ancora appropriate.

Le visite si svolgono in più sedi: Firenze, Valdarno, Arezzo, Pistoia, Pinzolo, Salerno, Palestrina e Roma.

Domande frequenti

Devo portare qualcosa alla prima visita?
Radiografie in carico recenti (se disponibili), eventuali RM o ecografie, e la lista dei farmaci che si assumono abitualmente. Non è indispensabile, ma accelera la valutazione.

Posso aspettare ancora qualche mese?
Dipende dalla situazione. In molti casi sì, senza compromettere il risultato finale. Il chirurgo indicherà se c’è urgenza o se il rinvio è gestibile.

L’intervento è doloroso?
Viene eseguito in anestesia spinale. Il dolore post-operatorio è gestito con protocolli multimodali. La maggior parte dei pazienti cammina già il giorno successivo all’intervento.

Dopo la protesi potrò tornare a fare sport?
Sì, in molti casi. Camminare, nuotare, andare in bicicletta, giocare a golf sono attività compatibili con la protesi. L’allineamento cinematico è particolarmente indicato per chi vuole tornare a uno stile di vita attivo.

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Dr. Leonardo Cortesi, chirurgo ortopedico

Dr. Leonardo Cortesi

Chirurgo ortopedico · specialista in protesica di ginocchio e anca

★★★★★ 5,0 · recensioni su MioDottore

Ortopedico specializzato nella protesi di ginocchio con tecnica ad allineamento cinematico e nella protesi d’anca con via d’accesso anteriore mininvasiva. Riceve a Firenze, Pistoia, Arezzo, Valdarno, Mantova, Pinzolo, Roma e Salerno.

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