Protesi di ginocchio e freddo: perché il ginocchio sente il cambio di tempo

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Ogni anno, tra fine settembre e ottobre, in ambulatorio ricomincia la stessa conversazione. Un paziente operato in primavera, che a luglio camminava benissimo e si era quasi dimenticato della protesi, torna a dirmi che “da quando è cambiato il tempo il ginocchio si fa sentire”. Qualcuno lo dice quasi scusandosi. Il rapporto tra protesi di ginocchio e freddo è una delle domande più frequenti che ricevo, ed è una domanda legittima, perché il fenomeno esiste davvero: il punto è capire cosa c’è dietro, quando è innocuo e quando invece merita una telefonata.

Il metallo dentro il ginocchio non “si raffredda”

Partiamo da quello che molti immaginano e che invece non succede. L’idea è che la protesi, essendo di metallo, si raffreddi come la ringhiera di un balcone e quindi “geli” il ginocchio dall’interno. Non funziona così. La protesi è avvolta da osso, muscoli, grasso e pelle, ed è mantenuta alla temperatura del corpo, 37 gradi, dal sangue che circola intorno. Anche quando andate a sciare a Pinzolo a dieci gradi sotto zero, il vostro ginocchio protesico è caldo esattamente quanto l’altro.

Quindi la sensazione di “freddo dentro” che alcuni descrivono non viene dal metallo. Viene da altro, e questo altro è più interessante.

Da dove viene, allora, la sensibilità al tempo

Le spiegazioni possibili sono più di una, e devo essere onesto: nessuna è dimostrata con la certezza che vorrei. Diversi studi hanno cercato una correlazione tra pressione atmosferica, umidità e dolore articolare, e i risultati sono contraddittori. Alcuni trovano un legame debole con l’abbassamento della pressione barometrica, altri non trovano nulla. Ma il fatto che sia difficile da misurare non significa che i pazienti se lo inventino.

Nella mia esperienza contano tre cose. La prima è la cicatrice e i tessuti intorno all’articolazione. Dopo un intervento di protesi la capsula, i tendini e la pelle formano tessuto cicatriziale che per molti mesi resta meno elastico del tessuto originale. Quando fa freddo i muscoli e i tessuti si contraggono un po’, la circolazione periferica rallenta, e un ginocchio che è ancora in fase di maturazione si sente più rigido. Non è la protesi, è tutto quello che le sta intorno.

La seconda sono i piccoli nervi cutanei che vengono inevitabilmente interrotti dall’incisione. Nell’articolo sull’intorpidimento intorno alla cicatrice ho spiegato perché la zona esterna del ginocchio resta insensibile per un po’. Quei nervi, mentre ricrescono, possono dare sensazioni strane: formicolio, bruciore, e sì, anche una percezione alterata del caldo e del freddo. Un paziente mi diceva che il suo ginocchio “sentiva il freddo prima della mano”. È un’ottima descrizione di un nervo che sta ricalibrando i suoi sensori.

La terza, che nessuno ama sentirsi dire, è il comportamento. In inverno ci si muove meno. Si sta seduti di più, si cammina meno all’aperto, si salta la passeggiata. Un ginocchio protesico che fa meno movimento diventa più rigido, e la rigidità viene attribuita al freddo quando in realtà è dovuta alla sedentarietà che il freddo ha causato.

Cosa cambia con l’allineamento cinematico

Qui prendo posizione, perché credo che faccia differenza. Con l’allineamento cinematico la protesi viene posizionata per riprodurre l’articolazione originale del paziente, e i legamenti non vengono “rilasciati” o tagliati per adattarli a un impianto messo in posizione standard. Quello che vedo in ambulatorio è che i miei pazienti operati con questa tecnica hanno tessuti molli meno sofferenti, meno gonfiore residuo e un ginocchio che raggiunge prima la sensazione di “normalità”. Un ginocchio che i pazienti dimenticano prima è anche un ginocchio che sente meno il cambio di stagione, semplicemente perché c’è meno infiammazione residua che il freddo possa amplificare.

Non ho un dato preciso da citare su freddo e allineamento cinematico, e diffido di chi lo cita. Ma la logica regge: se il tessuto intorno alla protesi è stato rispettato, ha meno motivi per lamentarsi quando le condizioni esterne peggiorano.

Cosa è normale e cosa no

Ecco la parte pratica. È normale che nei primi due inverni dopo l’intervento il ginocchio sia un po’ più rigido la mattina, che ci metta qualche minuto in più a “scaldarsi”, che dia una sensazione di pesantezza o di tensione nelle giornate umide. È normale anche che la cicatrice tiri di più o che la zona intorpidita cambi sensibilità con la temperatura. Tutto questo tende a ridursi anno dopo anno, e in molti pazienti dopo qualche inverno non è più un tema, anche se in una parte resta una certa sensibilità al tempo anche a distanza di anni.

Non è normale, e non va attribuito al tempo, un ginocchio che diventa improvvisamente gonfio, caldo al tatto e arrossato. Non è normale una febbre. Non è normale un dolore nuovo, che non c’era, che sveglia di notte e non passa con il riposo. Questi segnali non hanno niente a che fare con il freddo e devono farvi chiamare il vostro chirurgo, in qualsiasi stagione. Il rischio, quando si sa che “il ginocchio sente il tempo”, è di mettere tutto nello stesso cassetto.

Cosa fare in inverno con la protesi

Non c’è una ricetta rivoluzionaria, ma alcune cose funzionano. Continuare a muoversi è la prima e la più importante: la cyclette in casa nei giorni in cui non si esce, gli esercizi di flessione ed estensione che vi ha insegnato il fisioterapista, le scale fatte con calma. Il movimento tiene il ginocchio caldo dall’interno meglio di qualunque scaldino.

Tenere il ginocchio coperto ha senso, non perché protegga la protesi ma perché mantiene la circolazione nei tessuti intorno. Un pantalone più pesante, una ginocchiera morbida in lana per chi sta fermo a lungo all’aperto, vanno benissimo. Evitate invece le fasce elastiche strette portate per ore: non riscaldano, comprimono.

Il calore locale, una borsa dell’acqua calda o una doccia calda la mattina prima di iniziare la giornata, aiuta la rigidità mattutina e non ha controindicazioni con la protesi. L’unica attenzione riguarda la zona intorpidita intorno alla cicatrice: se non sentite bene il caldo, non appoggiate niente di troppo caldo direttamente sulla pelle, perché non vi accorgereste di una scottatura.

E sulla montagna, la neve, lo sci: si può. Ne ho parlato nell’articolo sullo sport dopo la protesi. Il freddo non è un motivo per rinunciare. Il ghiaccio sul marciapiede, quello sì, è un motivo per stare attenti, ma per la caduta, non per la protesi.

Se il ginocchio “sente il tempo” da troppo

Se avete una protesi da più di tre anni e il ginocchio continua a soffrire ogni inverno, o peggiora invece di migliorare, non lo darei per scontato. A volte un ginocchio che “sente il freddo” cronicamente è un ginocchio con una rigidità residua che si poteva trattare, con un’infiammazione di basso grado che meritava un controllo, o semplicemente con una protesi che non è mai stata sentita come propria. Una visita e una radiografia in carico chiariscono molte cose.

Se volete parlarne, ricevo ad Arezzo, nel Valdarno (Castelnuovo dei Sabbioni e Figline Incisa), a Firenze (Croce Rossa Torrigiani), Pistoia, Pescia, Pinzolo, Mantova, Roma (Vigne Nuove), Palestrina e Salerno. Portate le radiografie che avete e, se vi capita, segnate in un’agenda nei giorni prima della visita come sta il ginocchio e che tempo faceva: mi aiuta più di quanto pensiate.

Leggi anche: Gonfiore, dolore e rigidità dopo la protesi di ginocchio: cosa è normale e quando chiamare il medico · Intorpidimento e formicolio intorno alla cicatrice dopo la protesi di ginocchio · Posso fare sport dopo la protesi di ginocchio?

Fonti scientifiche

  1. McAlindon T, Formica M, Schmid CH, et al. Changes in barometric pressure and ambient temperature influence osteoarthritis pain. Am J Med. 2007;120(5):429-34. PubMed.
  2. Ferreira ML, Zhang Y, Metcalf B, et al. The influence of weather on the risk of pain exacerbation in patients with knee osteoarthritis – a case-crossover study. Osteoarthritis Cartilage. 2016;24(12):2042-2047. PubMed.
  3. Tanzer M, Laverdiere C, Elmasry W, et al. Pain in the Forecast: Investigating Weather Sensitivity Before and After Total Knee Arthroplasty. Life (Basel). 2025;15(6):847. PubMed.
  4. Maniar RN, Singhi T, Nanivadekar A, et al. A prospective randomized study in 20 patients undergoing bilateral TKA comparing midline incision to anterolateral incision. J Orthop Traumatol. 2017;18(4):325-333. PubMed.
  5. Beswick AD, Wylde V, Gooberman-Hill R, et al. What proportion of patients report long-term pain after total hip or knee replacement for osteoarthritis? A systematic review of prospective studies in unselected patients. BMJ Open. 2012;2(1):e000435. PubMed.

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Dr. Leonardo Cortesi, chirurgo ortopedico

Dr. Leonardo Cortesi

Chirurgo ortopedico · specialista in protesica di ginocchio e anca

★★★★★ 5,0 · 380 recensioni su MioDottore

Ortopedico specializzato nella protesi di ginocchio con tecnica ad allineamento cinematico e nella protesi d’anca con via d’accesso anteriore mininvasiva. Riceve a Firenze, Pistoia, Pescia, Arezzo, Valdarno, Mantova, Pinzolo, Roma, Palestrina e Salerno.

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