Gonfiore, dolore e rigidità dopo la protesi di ginocchio: cosa è normale e quando chiamare il medico

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La telefonata che ricevo più spesso nelle settimane dopo l’intervento suona quasi sempre così: “Dottore, il ginocchio è ancora gonfio, è normale?”. Il gonfiore dopo la protesi di ginocchio è la cosa che preoccupa di più i pazienti, e quasi sempre è anche la più fraintesa. Quindi mettiamo le cose in chiaro: un certo grado di gonfiore non solo è normale, è atteso. Il problema non è che ci sia, ma capire quando rientra nel decorso fisiologico e quando invece è un segnale che merita una telefonata o una visita.

Perché il ginocchio si gonfia, e per quanto

Ho operato un’articolazione, ho tolto la cartilagine consumata e l’osso malato, ho impiantato una protesi. Il corpo risponde con un’infiammazione, ed è giusto così: è il modo in cui guarisce. Il gonfiore è la manifestazione visibile di questo processo, a cui si aggiunge la raccolta di liquido dentro e intorno all’articolazione.

Quello che dico ai pazienti è di ragionare per fasi, non per giorni. Nelle prime due settimane il ginocchio è gonfio, caldo e spesso anche un po’ livido: è la fase acuta. Tra la terza e la sesta settimana il gonfiore comincia a calare, ma non sparisce, e tende a peggiorare la sera o dopo che si è camminato di più. Da lì in poi diminuisce lentamente. È importante che lo sappiate fin da subito: un gonfiore che si nota ancora a tre o quattro mesi, soprattutto a fine giornata, rientra pienamente nella norma. In molti pazienti una lieve tumefazione resta percepibile anche fino a sei mesi o un anno, e non significa che qualcosa sia andato storto. Significa solo che il ginocchio sta ancora completando il suo percorso.

Sul gonfiore avete più potere di quanto pensiate. Le tre cose che funzionano davvero sono semplici: tenere la gamba sollevata quando siete a riposo, applicare il ghiaccio (con un panno tra ghiaccio e pelle, una ventina di minuti più volte al giorno), e muovere il ginocchio con regolarità senza esagerare. Il movimento fa lavorare la pompa muscolare che drena i liquidi: stare immobili gonfia più che muoversi.

Il dolore: quanto, e di che tipo

Anche il dolore segue una curva. I primi giorni sono i più impegnativi, ed è normale; poi migliora progressivamente. Quello che voglio che distinguiate è il tipo di dolore. Un dolore sordo, diffuso, legato al movimento e alla riabilitazione, che la sera è più forte e con il riposo e la terapia antidolorifica si attenua, è il dolore del recupero. Dà fastidio, ma è il segno che state lavorando.

Diverso è un dolore che invece di migliorare peggiora di giorno in giorno, che diventa acuto e pulsante, che vi sveglia la notte e non risponde più ai farmaci che prima funzionavano. Quello non è il dolore del recupero, e va segnalato. Non per allarmarvi: nella grande maggioranza dei casi si trova una spiegazione semplice e gestibile. Ma è esattamente per distinguere le due cose che esistono i controlli e il telefono dello studio.

La rigidità: la nemica da battere nelle prime settimane

Se c’è una cosa su cui insisto più del gonfiore è la rigidità. Il gonfiore quasi sempre si risolve da solo; la rigidità, se la trascurate, rischia di stabilizzarsi. Nelle prime settimane il ginocchio tende a “chiudersi”, e recuperare l’estensione completa — cioè riuscire a stendere del tutto la gamba — è la priorità assoluta. Un errore che vedo spesso è tenere un cuscino sotto il ginocchio per stare comodi: dà sollievo sul momento, ma mantiene il ginocchio piegato e vi fa perdere proprio l’estensione che dobbiamo conquistare. Il cuscino, semmai, va messo sotto il tallone.

La flessione, cioè il piegamento, migliora più lentamente e continua a guadagnare gradi per mesi: non fatevi prendere dall’ansia del numero esatto nelle prime settimane. La regola pratica è muovere spesso e poco, più volte al giorno, senza forzare fino al dolore acuto ma senza nemmeno lasciare il ginocchio fermo. Qui la fisioterapia fatta con costanza vale più di qualsiasi farmaco.

Aggiungo una cosa che riguarda la mia tecnica, perché è onesto dirla. Con l’allineamento cinematico, che è il metodo con cui opero, la protesi rispetta l’anatomia originaria del ginocchio e in genere richiede meno interventi sui legamenti rispetto alle tecniche tradizionali. Nella mia esperienza questo si traduce spesso in un ginocchio meno gonfio e meno rigido nelle prime settimane. Non è una promessa di recupero senza fatica — quella non la fa nessun chirurgo serio — ma un punto di partenza più favorevole.

Quando chiamare il medico: i segnali da non ignorare

Qui voglio essere diretto, perché alcuni segnali non vanno mai aspettati a casa. Chiamatemi, o rivolgetevi al pronto soccorso, se notate:

  • Febbre alta (sopra i 38°C) che persiste, soprattutto se accompagnata da brividi.
  • Arrossamento marcato, calore intenso e dolore crescente intorno alla ferita, o secrezione dalla cicatrice, specie se maleodorante: sono i segnali che mi fanno pensare a un’infezione.
  • Dolore al polpaccio, gonfiore di tutta la gamba (non solo del ginocchio), rossore o senso di tensione al polpaccio: vanno sempre valutati per escludere una trombosi venosa.
  • Difficoltà a respirare o dolore al petto improvviso: in questo caso non telefonate, chiamate i soccorsi.
  • Un gonfiore che ricompare all’improvviso e in modo importante dopo che stava calando, o un ginocchio che diventa di colpo molto più caldo e dolente.

Nessuno di questi segnali significa automaticamente che ci sia un problema grave, ma tutti meritano di essere visti subito anziché aspettare il controllo programmato. Il mio principio è semplice: nel dubbio, meglio una telefonata in più. Non disturbate mai chiamando.

In ambulatorio possiamo guardarlo insieme

Il gonfiore, il dolore e la rigidità dopo la protesi raccontano molto del decorso, e spesso bastano pochi minuti di visita per capire se tutto procede come deve o se serve aggiustare qualcosa nel percorso di recupero. Se hai un intervento alle spalle e qualcosa non ti convince, oppure stai valutando l’operazione e vuoi sapere in anticipo cosa aspettarti, possiamo vederci in una delle mie sedi in Toscana, Lazio, Lombardia, Trentino e Campania — tra cui Firenze (MC Clinic e Croce Rossa Torrigiani), Pistoia, Valdarno, Mantova, Pinzolo, Roma e Salerno. Prenotare una visita è il modo più rapido per togliersi un dubbio che, quasi sempre, ha una risposta rassicurante.

Leggi anche: “I primi 15 giorni dopo la protesi di ginocchio: cosa aspettarsi giorno per giorno” e “Fisioterapia dopo la protesi di ginocchio: quante sedute, per quanto tempo, cosa fare”.

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Dr. Leonardo Cortesi, chirurgo ortopedico

Dr. Leonardo Cortesi

Chirurgo ortopedico · specialista in protesica di ginocchio e anca

★★★★★ 5,0 · recensioni su MioDottore

Ortopedico specializzato nella protesi di ginocchio con tecnica ad allineamento cinematico e nella protesi d’anca con via d’accesso anteriore mininvasiva. Riceve a Firenze, Pistoia, Arezzo, Valdarno, Mantova, Pinzolo, Roma e Salerno.

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