Quanto si piega il ginocchio dopo la protesi? La flessione, grado per grado, e cosa fare se resta rigido

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Quasi tutti i pazienti, alla prima visita di controllo, mi fanno la stessa domanda mentre guardano preoccupati il ginocchio operato: “Dottore, ma si piegherà come prima?”. La flessione del ginocchio dopo la protesi è una delle cose che preoccupano di più, e a ragione, perché è quella che decide se potrai risalire in macchina senza contorcerti, allacciarti le scarpe, scendere le scale con naturalezza. Vale la pena capire cosa aspettarsi davvero, senza né spaventarti né raccontarti favole.

Quanti gradi servono per vivere bene

Un ginocchio sano si piega intorno ai 135-140 gradi. Ma la buona notizia è che per la vita di tutti i giorni non ne servono così tanti. Per camminare in piano bastano circa 65 gradi. Per salire una scala normale ne servono intorno a 85-90, per scenderla un po’ di più. Sedersi e rialzarsi da una sedia richiede circa 90-100 gradi. Allacciarsi le scarpe o infilarsi i calzini chiede qualcosa in più, verso i 105-110.

Questo significa che l’obiettivo minimo ragionevole dopo una protesi è arrivare almeno a 110-120 gradi. La maggior parte dei miei pazienti va oltre, e chi partiva con un ginocchio che ancora si muoveva bene spesso recupera flessioni molto vicine a quelle di un ginocchio naturale. Il numero esatto dipende molto da un fattore che conta più di tutti: quanto si piegava il tuo ginocchio prima dell’intervento. Un ginocchio già molto rigido in partenza raramente diventa flessibilissimo dopo. È uno dei motivi per cui non conviene rimandare troppo l’intervento aspettando di essere ridotti male.

I tempi: cosa aspettarsi settimana dopo settimana

Nei primissimi giorni dopo l’operazione il ginocchio è gonfio e dolente, ed è normale che si pieghi poco. Già in ospedale, però, cominciamo a muoverlo: l’obiettivo è arrivare in piedi e iniziare a flettere subito, perché un ginocchio fermo è un ginocchio che si irrigidisce.

Nelle prime due-tre settimane si lavora molto sull’estensione completa — cioè sulla capacità di raddrizzare del tutto la gamba — che è importante quanto la flessione per camminare bene. In parallelo la flessione cresce, e intorno alle sei settimane la maggior parte dei pazienti supera i 90-100 gradi. Da lì in poi i guadagni continuano, più lentamente, fino a stabilizzarsi tra il terzo e il sesto mese. Un piccolo miglioramento può arrivare anche dopo, ma diciamo che il grosso del recupero della flessione del ginocchio dopo la protesi si gioca in questi primi mesi.

C’è una ragione per cui insisto tanto sull’allineamento cinematico, la tecnica che uso: ricostruendo il ginocchio come era fatto tuo, senza forzarlo dentro una geometria standard, i legamenti restano tesi nel modo giusto e quasi mai serve tagliarli o allentarli. Meno interventi sui tessuti molli significa meno gonfiore e meno cicatrice, e questo di solito si traduce in un ginocchio che si sblocca prima. Non è magia: è semplicemente un ginocchio che deve reimparare a fare un movimento che gli è familiare, non uno nuovo.

Cosa fare, concretamente, per guadagnare gradi

Il recupero della flessione non è passivo: te lo devi guadagnare, e le prime settimane sono la finestra che conta di più. Qualche indicazione pratica che do a tutti:

  • Muovi il ginocchio spesso, poco per volta. Meglio sessioni brevi e frequenti che una sola seduta lunga e dolorosa. Il ginocchio risponde alla costanza.
  • Controlla il gonfiore. Ghiaccio, gamba sollevata quando riposi, e i movimenti della caviglia aiutano a drenare. Un ginocchio meno gonfio si piega di più, è meccanico.
  • Non aver paura del fastidio “buono”. Sentire tensione mentre spingi la flessione è normale e necessario. Il dolore acuto e improvviso, invece, è un segnale di fermarsi. Imparare a distinguerli è metà del lavoro.
  • Prendi gli antidolorifici prima della fisioterapia, non dopo. Un ginocchio meno dolorante si lascia muovere meglio, e questo accelera i progressi. Non è “doparsi”, è togliere l’ostacolo che ti impedisce di lavorare.
  • Segui il fisioterapista con costanza. Le sedute in studio servono, ma è quello che fai a casa ogni giorno che fa la differenza vera.

Quando la rigidità va presa sul serio

Ecco la parte a cui tengo di più, perché è quella dove il tempo conta. Se a circa sei settimane dall’intervento il ginocchio non progredisce, resta bloccato sotto i 90 gradi e ogni seduta di fisioterapia sembra non spostare nulla, non è il momento di aspettare pazientemente sperando che si sblocchi da solo. È il momento di farsi rivedere.

Nella grande maggioranza dei casi si tratta di intensificare la riabilitazione e il ginocchio riparte. In una minoranza, quando la cicatrice interna si sta chiudendo davvero, esiste una procedura semplice ed efficace — la manipolazione in anestesia — che permette di recuperare i gradi persi. Ma funziona bene solo se fatta presto, di solito entro i primi tre mesi, quando la cicatrice è ancora “giovane” e cede facilmente. Dopo diventa molto più difficile. Per questo, se hai la sensazione che il tuo ginocchio si stia irrigidendo invece di migliorare, la cosa peggiore che puoi fare è tacere e aspettare il controllo tra due mesi. Chiamami, o chiama il tuo chirurgo.

La rigidità dopo la protesi non è un destino: nella maggior parte dei casi si previene con un intervento fatto bene e una riabilitazione seguita con testa, e quando si presenta, presa in tempo, si risolve. Se stai valutando l’intervento o hai un ginocchio operato che non si piega come vorresti, ne parliamo con calma in visita — ricevo a Firenze (MC Clinic e Croce Rossa Torrigiani), a Pistoia, nel Valdarno, a Mantova, Pinzolo, a Roma e a Salerno. Portare i gradi che ti mancano è quasi sempre possibile, ma il momento giusto per agire è adesso, non tra sei mesi.

Leggi anche: “Fisioterapia dopo la protesi di ginocchio: quante sedute, per quanto tempo, cosa fare” e “Gonfiore, dolore e rigidità dopo la protesi di ginocchio: cosa è normale e quando chiamare il medico”.

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Dr. Leonardo Cortesi, chirurgo ortopedico

Dr. Leonardo Cortesi

Chirurgo ortopedico · specialista in protesica di ginocchio e anca

★★★★★ 5,0 · recensioni su MioDottore

Ortopedico specializzato nella protesi di ginocchio con tecnica ad allineamento cinematico e nella protesi d’anca con via d’accesso anteriore mininvasiva. Riceve a Firenze, Pistoia, Arezzo, Valdarno, Mantova, Pinzolo, Roma e Salerno.

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