Anestesia per la protesi di ginocchio: spinale o generale, e come si gestisce il dolore

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Di tutte le paure che i pazienti mi portano prima di operarsi, l’anestesia per la protesi di ginocchio è forse quella di cui si parla meno apertamente ma che pesa di più. Molti hanno più timore di “addormentarsi” che dell’intervento stesso. “Dottore, e se non mi risveglio?”, “e se sento tutto?”, “sarò sveglio mentre operate?”. Sono domande legittime, e la cosa più utile che posso fare è spiegare con calma come funziona davvero, perché nella stragrande maggioranza dei casi la realtà è molto più tranquilla di quanto la si immagini.

Premetto una cosa: l’anestesista è un medico specialista a sé, e la scelta finale la fa lui con voi, dopo una visita dedicata in cui valuta la vostra salute, i farmaci che prendete, eventuali allergie e problemi di cuore o di respiro. Io do le indicazioni chirurgiche; l’anestesia la governa chi ne ha la competenza. Ma sapere in anticipo come funziona vi toglie molta ansia, quindi ne parlo volentieri.

Spinale o generale: le due strade

Per una protesi di ginocchio ci sono essenzialmente due modi di gestire l’anestesia, e vale la pena capire la differenza.

L’anestesia spinale — a volte chiamata subaracnoidea, ed è una forma di anestesia “loco-regionale” — consiste in una piccola iniezione nella parte bassa della schiena che addormenta il corpo dalla vita in giù per qualche ora. Voi restate coscienti, anche se quasi sempre vi viene data una leggera sedazione che vi fa sonnecchiare e vi rende del tutto indifferenti a quello che accade. Non vedete nulla — c’è un telo che vi separa dal campo operatorio — non sentite dolore, e la gamba semplicemente non risponde per il tempo necessario. È la tecnica che, per questo tipo di intervento, viene oggi preferita nella maggior parte dei centri.

L’anestesia generale è quella a cui pensa la gente quando dice “addormentarsi”: si perde completamente coscienza, si respira con l’aiuto di un supporto, e ci si risveglia a intervento concluso senza alcun ricordo. È perfettamente sicura ed è la scelta giusta in diverse situazioni — per esempio quando la spinale è controindicata, quando il paziente la preferisce con decisione, o per ragioni cliniche specifiche.

Se mi chiedete perché tanti anestesisti, per il ginocchio, propendano per la spinale, la risposta sta in ciò che diversi studi hanno osservato nel confronto tra le due tecniche: con l’anestesia loco-regionale si tende ad avere meno nausea al risveglio, un controllo del dolore più agevole nelle prime ore, meno sanguinamento e un ritorno più rapido alla lucidità. Non è una regola ferrea e non vale per tutti, ma spiega perché sia diventata la strada più battuta. La cosa importante da capire è che non è una scelta tra “sicuro” e “rischioso”: sono entrambe opzioni sicure, e quella giusta è quella cucita sulla vostra situazione.

“Ma sentirò qualcosa?”

È la domanda che ricevo più spesso, quindi la affronto senza giri di parole: no, durante l’intervento non sentite dolore, con nessuna delle due tecniche. Con la spinale la gamba è completamente insensibile; con la sedazione che quasi sempre l’accompagna, la maggior parte delle persone dormicchia e non ricorda quasi nulla. Con la generale siete semplicemente non coscienti. La percezione di “essere svegli mentre operano” e sentire i gesti chirurgici non appartiene a questo tipo di anestesia: è un timore comprensibile ma infondato.

Quello che alcuni percepiscono, con la spinale, è una sensazione di pressione o di movimento — non dolore, ma la consapevolezza vaga che “qualcosa sta succedendo”. Chi preferisce non avere nemmeno quella lo dice all’anestesista, che regola la sedazione di conseguenza.

I blocchi antidolorifici: il vero segreto del post-operatorio

Qui c’è la parte che i pazienti conoscono meno e che invece fa una differenza enorme nei primi giorni. Oltre all’anestesia che vi copre durante l’intervento, l’anestesista può aggiungere dei blocchi nervosi: piccole iniezioni mirate, spesso guidate dall’ecografia, che “spengono” i nervi che portano il dolore dal ginocchio per molte ore dopo l’operazione. Insieme a questi, durante l’intervento infiltriamo la zona operata con anestetico locale.

L’effetto è che vi svegliate con un ginocchio molto più tranquillo di quanto vi aspettereste, e questo non è solo comfort: un dolore controllato nelle prime ore vi permette di muovervi prima, di iniziare la fisioterapia senza traumi e di alzarvi in giornata o il mattino dopo. Il controllo del dolore moderno per la protesi non è un solo farmaco potente, ma una combinazione di più strumenti che agiscono su fronti diversi — i blocchi, l’infiltrazione locale, gli antidolorifici e antinfiammatori per bocca o in vena — così da tenere basse le dosi di ciascuno e ridurre gli effetti collaterali. È un approccio che ha cambiato molto il vissuto dell’intervento negli ultimi anni.

Cosa succede prima e dopo, in pratica

Prima dell’intervento vi verrà chiesto di stare a digiuno da alcune ore, di sospendere o continuare certi farmaci secondo le indicazioni dell’anestesista — su questo seguite lui alla lettera, soprattutto se prendete anticoagulanti — e farete gli esami necessari. La visita anestesiologica è il momento in cui portare tutte le vostre domande e i vostri timori: è fatta apposta.

Dopo, se avete fatto la spinale, la gamba resterà addormentata per qualche ora e la sensibilità tornerà gradualmente, con un formicolio che è del tutto normale. Fino a quel momento non sentirete la gamba e non potrete controllarla bene: è previsto, non è un problema. Con la generale il risveglio è quasi immediato, e in qualche caso si può avvertire un po’ di nausea o la gola leggermente irritata dal supporto respiratorio, disturbi passeggeri. In entrambi i casi verrete monitorati e il dolore verrà gestito attivamente fin da subito.

Vale la pena dire anche che le complicanze serie legate all’anestesia, in un paziente valutato e preparato bene, sono rare. Il mal di testa dopo la spinale, di cui alcuni hanno sentito parlare, oggi è poco frequente con gli aghi sottili che si usano. Nulla di tutto questo va sottovalutato, ma nemmeno ingigantito: è routine quotidiana per l’équipe che vi opera.

Un’ultima cosa, e come muoversi

C’è un legame che mi sta a cuore tra il modo in cui opero e il dolore che sentirete. Con l’allineamento cinematico, la tecnica con cui eseguo la protesi, ricostruisco l’anatomia originale del vostro ginocchio invece di forzarlo su un asse standard: nella mia esperienza questo si traduce spesso in meno dolore e meno gonfiore nei primi giorni, e un ginocchio che accetta prima il movimento. L’anestesia ben condotta e una chirurgia rispettosa dell’anatomia lavorano nella stessa direzione: farvi ripartire prima e con meno fatica.

Se state valutando l’intervento e l’anestesia è tra le cose che vi trattengono, parliamone di persona: molte paure si sciolgono semplicemente vedendo come funziona davvero il percorso, dalla visita alla sala alla ripresa. Ricevo a Firenze (MC Clinic e Croce Rossa Torrigiani), Pistoia, in Valdarno (Castelnuovo dei Sabbioni e Figline Incisa), a Mantova, Pinzolo, Roma (Palestrina e Vigne Nuove) e Salerno. Prenotare una visita è il modo più semplice per farvi spiegare, senza fretta, tutto quello che vi serve sapere prima di decidere.

Leggi anche: “Come prepararsi all’intervento di protesi di ginocchio: la guida dalla visita al ricovero” e “I primi 15 giorni dopo la protesi di ginocchio: cosa aspettarsi giorno per giorno”.

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Dr. Leonardo Cortesi, chirurgo ortopedico

Dr. Leonardo Cortesi

Chirurgo ortopedico · specialista in protesica di ginocchio e anca

★★★★★ 5,0 · recensioni su MioDottore

Ortopedico specializzato nella protesi di ginocchio con tecnica ad allineamento cinematico e nella protesi d’anca con via d’accesso anteriore mininvasiva. Riceve a Firenze, Pistoia, Arezzo, Valdarno, Mantova, Pinzolo, Roma e Salerno.

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